Colmare lacune

Sabato 21 sono andato a vedere il concerto dei Lacuna Coil.
A supporto c’erano Gothminister e Poisonblack.

Forse è stato l’ultimo concerto prima della loro consacrazione definitiva a star alternativ-mediatiche (proprio qui a Copenhagen la settimana prossima MTV europe darà i suoi premi annuali e loro hanno una nomination)
Se ancora non conoscete i Lacuna Coil nonostante la cover di “Enjoy the silence” vuol dire che evitate le chitarre a tutti i costi. La faccio breve dicendo che sono un gruppo goth(?)-nu(?)-metal di Milano. Il primo italiano, nel genere, a quanto mi risulta, ad avere un successo all’estero.

Mi avventuro verso questo locale chiamato Pumpehuset nei pressi della stazione centrale. E’ ancora un po’ presto ma non ho ancora il biglietto. Poi, ho la sensazione che se c’è scritto che si comincia alle 21 sarà vero.
All’arrivo poche decine di “dark” (lì chiamo così tanto per capirsi. Non so se la definizione è tuttora in uso). Vestiti perlopiù neri, trucco vistoso. In questo i danesi sono fortunati. Per avere un look veramente dark nella folla basta tingersi i capelli di scuro mentre il viso bianco bianco già ce l’hanno.

Insomma mi ritrovo nella maggiore concentrazione di capelli scuri della nazione a parte il battaglione di donne asiatiche che compaiono a metà mattinata nel campus village per fare le pulizie e poi riscompaiono nel nulla (ma questa è un’altra storia, più seria. Meriterebbe un post e molto di più ma non so se ne avrò la forza di affrontarla).

Ci vuol poco a capire che anche i dark qui sono più rilassati che in Italia (ma forse quelli più cattvi subodorando MTV si sono tenuti alla larga dai loro ex-idoli). Dopo 20 minuti si aprono i cancelli, entro, mi compro il biglietto e mi ritrovo in questo locale che mi ricorda il Circolo degli Artisti di una volta o La locanda atlantide. Più puliti.
Qui si fuma ancora però ma la respirazione resta accettabile

Sono le 21.
Il primo gruppo, norvegese, è una specie di pagliacciata dove il cantante sale su una scaletta tipo arbitro da tennis ricoperta da un drappo con croce. Tutti gli altri hanno qualcosa di disegnato in faccia. Un tizio con il sintetizzatore fa un sacco di caciara e questo dovrebbe giustificare l’aggettivo “industrial”. Ogni tanto il leader prova a minacciare il pubblico con una sorta di pastorale che termina in un teschio e rilascia qualche “fuck you so much” per sembrare spiritoso. Non riuscirebbero a sembrare pericolosi neppure in un paesino della Basilicata. Non so la loro età ma se hanno più di diciott’anni sono un fallimento

Il secondo gruppo è più di sostanza, lascerei perdere altre definizioni e lo direi semplicemente hard-rock.
Capelli lunghi, lisci e neri. Canotte e t-shirt nere che evidenziano i bicipiti. Tastierista che si accartoccia sulla tastiera inclinata di 45 gradi verso il pubblico e non verso di lui. C’è pure qualche assolo.
Il cantante-chitarrista mi ricorda Glen Danzig
Non hanno canzoni memorabili ma sono del mestiere e si sente. Bravi

Ed ecco i Lacuna Coil. Il palco non ha molti fronzoli ma l’entrata è ad effetto con gli strumentisti con il volto coperto da maschere rese luminose dalla luce Wood. Mentre la coppia di cantanti attizza il pubblico.
Certo le camicie a maniche corte con le cravatte mi sembra di averle già viste in giro (Limp Bizkit?). Le treccine distanti 3 centrimetri l’una dall’altra pure (almeno dai Korn in poi). Il duetto voce femminile- voce maschile su una base aggressiva è, poi, una autostrada verso il successo almeno dopo che gli Evanescence sono stati usati nella pubblicità.
Insomma la sensazione che si siano saputi vendere è forte ma ad ogni modo non sono un gruppo finto.

Il pubblico di circa mille persone partecipa ed alcuni pezzi hanno dei bei momenti tirati. Io purtropo li conosco pochino e quindi non mi godo completamente i pezzi. Loro l’impegno ce lo mettono. I cantanti hanno la strana abitudine di darsi pugni sul petto (e la povera Cristina alla lunga magari si fa pure male 😦 ) e di gesticolare molto per mimare i testi (sarà che sono italiani? O che hanno paura di non farsi capire con la loro pronuncia?).
La tizia comunque ha voce ed una discreta presenza, il tipo invece mi sembra un po’ fiacco. La base musicale è potente. Non c’è una tastiera e questo fa quasi sempre bene al rock (vero Susca-keyboards?) anche se un sospetto di base ad un certo punto mi viene…

Man mano che il concerto procede mi faccio prendere di più e devo dire che mi diverto. Certo se avessero un miglior cantante maschile e se riuscissero a migliorare la scrittura dei pezzi sarebbero un gruppo formidabile (quest’ultimo punto forse ce l’hanno presente ed infatti il vero delirio lo scatena, per l’appunto, la cover di Enjoy the silence tenuta come bis…a meno che qualche purista non voglia ritenerla una ruffianta per il grande pubblico)

Se qualcuno di voi li ascolta mi piacerebbe sapere cosa ne pensa

Sono le 0:20. Scappo a prendere l’ultimo treno per Lyngby

Ciao ciao

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5 Risposte to “Colmare lacune”

  1. Francesco Says:

    Sai che he al loro concerto (24 settembra a Roma) ci è andato anche il tuo vicino di scrivania? Ed ho visto tutta la scenografie e l’entrata ad effetto.

    Loro (e lei) non sono male (ma mi riferisco soprattutto ai primi album, 5-6 anni fa).

    Qualche difetto:
    – hanno suonato pochissimo e se la tiravano alla grande
    – la voce di lei si sentiva poco
    – era pieno di mtv-fanciulli, alcuni accompagnati dai genitori (tanto da chiedermi, chissà se sanno che Enjoy the silence è una cover? Ma come cover gli è riuscita bene)

    ciao

  2. adry1 Says:

    effettivamente proprio a te pensavo quando scrivevo il post.
    Non sapevo avessero suonato a Roma il mese scorso. Ma ci credo che se la tiravano…sempre di Milano sono 😉

    p.s.
    e se portassi il biglietto del concerto a rimborso quando torno, come pensi reagirebbe il “nostro”?
    Mi chiederebbe la locandina?

  3. cic Says:

    allora sei ancora attivo
    temevo avessi abbandonato
    il link tra i segnalibri galleggiava inutile
    spesso sostituito dall’amica di unoalgiorno

    i lacuna coil???
    li volevo andare a vedere anche io
    nella vana speranza di conoscere cristina scabbia
    probabilmente la loro dote dominante
    in effetti le tenute sono un po’ troppo caste
    e cristina scabbia – che ha cantato anche dal vivo in un live di battiato – potrebbe anche cantare altro…
    basta. qui finisce la mia carriera di crititco musicale

    per quanto riguarda i susca (attualmente in una sorta di pausa gelatinosa, anche causata da me)…i pezzi sbattiamoli in rete dove ti pare…potremmo anche attivare un account in myspace – come fanno tutti – ed iniziare a richiamare gente

    adesso lavorerò un po’
    anche se sono in maglietta in questo caldo fine ottobrino e sull’orlo della raccolta delle olive (da questo fine settimana)
    e ti saluto adry
    bentornato

  4. cic Says:

    AAAAAAH
    una deficente orribile americanona della georgia che risponde al nome di susan ha già registrato il dominio dei susca su myspace (http://www.myspace.com/susca)
    è stata un’esperienza orribile e degradante e allucinante e terrificante scoprirlo
    una tragedia
    che facciamo ci registriamo con un altro nome? quale suscaexperience? mondosusca? suscalab?
    suscait?
    rimandiamo
    rimandiamo
    che c’è tempo
    baci

  5. adry1 Says:

    usiamo il nostro dominio http://www.susca.it
    Mi è costato tanta fatica
    Il dubbio era se registrare ancora o no…quando torno vediamo se la gelatina è più forte di me. Altrimenti mettiamo quello che abbiamo e ci facciamo due risate attivando un guestbook per gli insulti 😉

    Saluti a te

    Adriano

    p.s.
    se la produzione sarà abbondante mi prenoto ua piccola quantità del olio “premiata ditta Cic”

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