J-day

Ieri un po’ per festeggiare la mia partenza 😉 un po’ perché era meglio che stare fuori al freddo, ci è scappato un altro venerdì tra ingegneri. Questa volta, però, non mi sono fatto prendere di sorpresa e me ne sono uscito con una bottiglia di Nero d’Avola e pure un pacco di cantucci. Tanto per far capire a questi che ne devono fare di strada (ma solo da questo punto di vista, però!). Certo anche loro avevano una bella carta da giocare: la birra di Natale.

Ieri infatti era il cosiddetto J-Day (Juledag?), il giorno in cui si comincia a vendere la birra di Natale, juleøl, (anche se probabilmente è più una cosa commerciale che una vera tradizione visto che io la birra di Natale l’avevo già bevuta). Sia come sia questi se ne escono con 6-7 tipi diversi di birra e, che fai, non li provi tutti (più il vino)?

juleol.jpg

Le ore passano tra chiacchiere, gare in rete con macchine che si inseguono e si sfasciano, birra e un po’ di junk-food (lo ripetono in continuazione che quello è junk-food, come volessero scusarsi e dire che solitamente mangiano altro) ordinato per telefono.

Le chiacchiere comprendono: moto e macchine (c’è un tizio svedese che si riprende mentre va ad oltre 200 al’ora in moto nel traffico e poi mette i video su internet), l’Europa è il miglior posto del mondo dove vivere, una vecchia dottoranda di qui era un’imbranata di prima categoria e sceglieva i capacitori in base al colore che più le piaceva, la paga di un ricercatore o di un ingegnere in Italia “is just ridiculous” e così via.

Alla fine, ultima birra in quello che forse è l’unico pub aperto fino a tardi a Lyngby. Per festeggiare il J-day avevano simpaticamente riempito di schiuma tutto il parcheggio davanti. Quando arriviamo noi il livello alcoolico dei presenti li sta già portando in fase di down, anche se qualcuno ancora azzarda a far ballare la pancia. Qualche triste figura da pub, come ce le si immagina di solito, è sola a capo chino sul bancone. Uno strano tizio viene ogni 5 minuti a cercare il suo giubotto al nostro tavolo. Qualcuno indossa sulla fronte una ultra-trash fascia con le piume, gentilmente fornita dallo sponsor (naturalmente uno dei due principali marchi danesi di birra).

L’ingegnere molto serio e responsabile del gruppo, forse condizionato dal fatto che tra due settimane gli nascerà un figlio, decide di rientrare in taxi pur avendo la macchina lì (in realtà a quell’ora di venerdì c’è un delirio di taxi che riportano a casa persone in stato inservibile). Altri se ne tornano in bicicletta come erano venuti.

Io mi faccio i miei due passi fino al campus

p.s.
qui per brindare si dice “Skål”. La voce gira che sia un richiamo al teschio (skull) dei nemici che i vichinghi usavano come simpatica tazza.
Ora che ci penso, effettivamente, in Asterix i vichinghi facevano proprio così!

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4 Risposte to “J-day”

  1. anto Says:

    Ehi, già è finita questa simpatica esperienza?
    Ma il tuo blog sarà attivo o ne farai un altro che descriverà il tuo dottorato romano?
    Beato te, a me l’unica cosa alcolica che piace è la birra! Sarei curiosa di assaporare la juleøl!
    Buon rientro

  2. adry1 Says:

    ancora 8-9 giorni, poi si torna
    Per il blog vedremo, certamente lo terrò attivo per un po’ ancora

    A presto

    p.s.
    te la porterei volentieri la juleøl ma mi sa che non ce la faccio proprio con i bagagli
    Ma è un’altra scusa per saltare su un aereo e venire a passare un fine-settimana qui, durante le prossime vacanze natalizie, no?

  3. cic Says:

    Caro caro caro adriano

    raccolta finita (intorno a 180 litri prodotti)
    adesso metto su una microvendita per adepti (quest’anno ho spremuto in un frantoio nuovo, migliore e D.O.P.) che sappiano apprezzare la qualità alta

    e tu sei a lavorare a quanto pare…anche io, la settimana di raccolta la sconto in una settimana tutto-cantiere

    oggi mi hanno offerto un lavoro ad addis ababa, ma non credo potrò andare, in questo modo però ci si ritrova a pensare a più vasti orizzonti e climi più caldi..

    vada per la sempre valida tapenade, che ancora non siamo andati al cappelaio, sempre presi dall’osteria radical chic di via dei sabelli

    bella pe’ te

  4. adry1 Says:

    Bella Cic,
    io mi adepto!

    A presto

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