Archive for the ‘illusioni’ Category

insegui-lilla

mercoledì, 10 ottobre 2007

Io ho una certa passione per le iilusioni visive, come forse avrete notato da qui.

Eccone un’altra molto carina. Questa mi piace perché è animata e perchè quando arrivi a vederla per un attimo ti senti mancare 😉

Per ottenere l’effetto concentratevi per 20-30 secondi sulla croce centrale

insegui-lilla.gif

(da una pagina della Wikipedia in inglese)

Quello che quasi tutti vedono è, in sequenza:
1) un “vuoto” che si muove seguendo il cerchio dei dischi lilla
2) un disco verde che si muove sopra il cerchio dei dischi lilla
3) un disco verde che in stile pac-man si mangia i dischi lilla!!!

Gli effetti psico-visivi in gioco sarebbero tre: il “movimento Beta”, l'”afterimage” e l’effetto Troxler (:-o).

L’autore riconosciuto dell’idea e della prima versione è Jeremy L. Hinton

Aspetto di sapere l’effetto che vi ha fatto

Illusione

venerdì, 27 ottobre 2006

Non c’entra niente con la Danimarca, lo so, ma è troppo bella

Questa che vedete qui sotto è la più bella illusione ottica che ho mai trovato in giro. Ce ne sono tante di veramente sorprendenti ma questa è stupefacente oltre che esteticamente superiore

I due quadrati segnati con le lettere “A” e “B” hanno lo stesso colore
, ci credete? Non più o meno lo stesso colore, non sono due sfumature di grigio. Sono esattamente la stessa tonalità di grigio!

checkershadow_illusion4med.jpg
©1995, Edward H. Adelson. These checkershadow images may be reproduced and distributed freely.
Nota: l’autore è un professore del MIT

E’ inutile provare a convincere i vosti sensi che è così, non ci riuscirete.
L’intelletto però sì: se stampate l’immagine è ritagliate il quadratino “B” vedrete che portandolo “fuori dall’ombra” avrà lo stesso colore di “A”. Il bello che appena lo rimettete al suo posto “torna” più chiaro.

(Potete anche fare una prova tutta informatica aprendo l’immagine con un programma di foto-ritocco/grafica in grado di dirvi la codifica dei colori dei pixel)

A che serve? Boh…forse a ricordarci che l’oggetività assoluta non è roba per noi